11feb2018

In/Dipendenze. Aspirazioni e paradossi

INTERVISTA a Philippe JEAMMET professore emerito Université Pierre-et-Marie-Curie PARIS
Special GUEST Pe(n)sa differente 2017Festival dell'espressione creativa e della bellezza autentica

In/Dipendenze. Aspirazioni e paradossi

Che cosa si intende quando si parla di dipendenza? Nel linguaggio comune, si tende spesso ad associare tale termine a una serie di condizioni negative, che rinviano cioè all'idea di una privazione, di una mancanza di autonomia.

Ma è giusto pensare che la dipendenza corrisponda alla mancanza di autonomia?
Non siamo forse tutti in qualche modo «dipendenti» dal corpo con cui siamo venuti al mondo? Dall'ambiente esterno da cui traiamo il sostentamento necessario per vivere? Dal desiderio di essere amati per ciò che siamo?
La dipendenza ha tante dimesioni. In essa riposano forse le basi del legame sociale, della condivisione, dell'ugualianza e del rispetto reciproco. Eppure oggi la dipendenza appare come un qualcosa di necessariamente scomodo, perché ciò che si deve mostrare a tutti i costi è il fatto di essere indipendenti, di non avere bisogno di nessuno e al tempo stesso di non mancare di nulla.
Ma è forse proprio nel momento in cui se ne tradisce il senso, che l'in/dipendenza si trasforma in prigione, dando vita a differenti forme di malessere. Ecco allora perché questa nozione merita di essere ripensata, partendo da quello che tutti condividiamo ma che è anche ciò che ci rende unici.

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